2026/04/04 Il vajo dell'Amarone, tra i vigneti della Valpolicella da San Pietro a San Giorgio

Escursione 04 aprile 2025

Valpolicella, Il Vajo dell'Amarone

Ricordiamo che le indicazioni sui percorsi ( lunghezza, dislivello, tempistica) sono indicative e che potrebbero variare di molto anche da un dispositivo ad un altro. Si invita pertanto a considerare un certo lasso di sicurezza tra ciò che si legge nelle presentazioni e ciò che si ritrova sul territorio. Il conduttore si farà onere sempre di scegliere il percorso migliore contando anche sulla vostra pazienza e collaborazione.

Le informazioni qui fornite sono di natura generica e potrebbero non corrispondere in parte o in tutto a ciò che si troverà sul territorio. Sono comunque indicative. Sarà onere dell'Accompagnatore (in accordo con altro membro del Direttivo se presente) decidere tracciati e modalità di percorso in base a fattori oggettivi esaminati sul luogo ed al momento. Leggere comunque bene la pagina prima di decidere di aderire o meno all'escursione.

L'escursione si intende per tutto il giorno. Nessun vincolo da parte dei partecipanti di rientro per un certo orario. Significa: se qualcuno si prende impegni personali troppo presto la sera, non si può obbligare il gruppo a correre per soddisfare uno solo rischiando di mettere a rischio la sicurezza nella discesa da sentieri magari scoscesi.


Percorso: Da San Pietro in Cariano ci gustiamo una buona colazione (o solo un caffè) alla Pasticceria Madamadorè. Ci dirigiamo quindi verso Bure, salendo poi a Mazzurega e a Cavalo, dove pranziamo davanti la Chiesa vecchia. E' questa un edificio religioso situato a Cavalo, frazione di Fumane. Si trova fuori dal centro abitato, sulla strada che porta verso la frazione Monte di Sant'Ambrogio di Valpolicella. L'edificio è del XV secolo, costruito su di una precedente chiesa di cui rimangono tracce del periodo romanico (la base del campanile, un mezzo capitello e la muratura del fianco settentrionale). Dal rifacimento dipende la struttura attuale, la facciata semplice, a capanna, frutto di una unica navata, la porta è rettangolare e piccola e la lunetta ha resti di un affresco. Il campanile, su una base preesistente romanica è basso e a pianta larga e dovrebbe essere di poco precedente al rifacimento della chiesa. Possedeva una cella campanaria a due ordini di bifore, di cui oggi ne rimane solamente quella a nord; probabilmente le altre furono ampliate per far passare campane di dimensioni maggiori. All'interno vi è fonte battesimale esagonale di marmo liscio senza iscrizioni del XV secolo. Nel presbiterio, all'ingresso vi sono gli affreschi raffiguranti San Benedetto con la Regola, mentre nel lato interno della facciata vi sono rappresentazioni di San Zeno e San Rocco e San Sebastiano. Da Cavalo, tramite il sentiero 233, saliamo fino al Santuario del Monte Solane e successivamente al bellissimo pianoro di San Giorgio di Valpolicella, o Ingannapoltron, entrato a far parte dei "Borghi più belli d'Italia" il 6 Novembre 2015, si trova nel Comune di Sant'Ambrogio ai piedi del Monte Solane. Collocato su un cocuzzolo, stretto attorno alla pieve, è costruito con la stessa pietra calcarea sulla quale saldamente poggia. Il borgo, immerso tra i vigneti e gli olivi accanto alle sue antiche cave, gode di un incantevole panorama che spazia dal Lago di Garda a Verona, dalla Valpolicella alla Pianura Padana.

Ai piedi delle colline della Valpolicella basta alzare gli occhi per essere attratti da questo piccolo gioiello architettonico-paesaggistico. Man mano che ci si avvicina, si scorgono le case che sorgono dalla roccia come se la continuassero. Il borgo si svela quale fu in antichissimi tempi: naturale fortezza che si raggiunge solo dopo un cammino lungo e faticoso, nonostante una prima impressione di vicinanza. Da ciò deriva il nome "ingannapoltron" (inganna il pigro). Questo toponimo sembra risalire al medioevo quando la scherzosa parola "poltron" fu aggiunta al toponimo "San Giorgio in Ganna": un attributo che alcuni studiosi fanno risalire a "ganne", nome pre-romano pertinente alle Alpi orientali, che significherebbe semplicemente "mucchio di pietre" o "località rocciosa e pietrosa". Il paese di San Giorgio è infatti legato, sin dall'antichità, ad un'intensa attività di estrazione e lavorazione di marmo pregiato.

Il nome del paese deriva dalla Chiesa di San Giorgio, una pieve romanica antichissima che sorge al centro dell'abitato e che risale al 712 d.C. Questo edificio sorge presumibilmente sulle rovine di un preesistente tempio pagano eretto dagli Arusnati. All'interno sono conservati un antico ciborio scolpito da Maestro Orso e dai suoi discepoli nel VI sec. d.C., e affreschi del XII e XIII secolo. Contiguo alla Pieve sorge intatto il Chiostro del XII secolo e un piccolo Museo che conserva numerosi reperti preistorici risalenti all'età del ferro rinvenuti grazie a recenti scavi condotti nella zona. Oltre alla sezione archeologica, il Museo di San Giorgio comprende anche una sezione etnografica nella quale è stata ricostruita una tipica casa della Valpolicella dei secoli scorsi.

Il paese di San Giorgio di Valpolicella o Ingannapoltron e la sua Pieve rimangono ad oggi intatti nella loro struttura di pietra. Questo contesto ben si presta alle rievocazioni del passato, ad eventi legati alla tradizione, alla lavorazione del marmo e alla coltura della vite, nonché a concerti e a rassegne culturali ed artistiche. Famosa è la tradizionale "Festa de le Fae", che si celebra ogni anno la seconda domenica di novembre dopo la festività dei Defunti.

Oggi le colline che circondano San Giorgio rappresentano un luogo significativo nella produzione di ottimo vino come il Valpolicella, il Ripasso, il Recioto e l’Amarone, vini di pregio riconosciuti a livello internazionale. Ultimamente il vigneto ha preso il sopravvento su altre colture caratteristiche del paesaggio collinare, come il ciliegio e l’olivo. Recentemente, però, sembra emergere il desiderio di un ritorno alla diversificazione colturale tradizionale, specialmente per la coltivazione dell’olivo.

La disponibilità di splendidi materiali lapidei, come il Rosso di Verona, che, fin dall’antichità, venivano estratti nelle vicinanze di questi luoghi, ha contribuito a sviluppare in questa zona tutta la filiera della lavorazione del marmo, con notevole beneficio per l’economia locale. Da qui scendiamo poi a Gargagnago (altra antica chiesa da vedere, almeno da fuori) torniamo per altra via a Bure e San Pietro in Cariano, passando accanto a ville che testimoniano la presenza di un'antica nobiltà rurale. A San Pietro in Cariano consiglio di provare l'Amarone o addirittura il Recioto, perle enologiche di questa splendida valle.

Partenza: San Pietro in Cariano ore 9.00

Dislivello: in salita 650 m. in discesa 650 m. , altitudine max. 657 e min. 137

Lunghezza percorso: circa 17,4 km.

Durata: 5,25 ore, solo cammino

Difficoltà: E/M

Costi a carico del partecipante:

Tessera sociale (se non presente) o quota escursione. Eventuali pasti e bevande, eventuali ingressi ove compresi nell’offerta dell’escursione

Attrezzatura: scarponi da trekking, abbigliamento adeguato alla stagione e all’altitudine, antipioggia ed antivento.

Note: Escursione per ogni stagione anche se in estate la bassa altitudine porta a patire caldo e umidità elevate

Ritrovo1:Pergine Valsugana-Shop Center: https://g.page/shopcentervalsugana?share ore 7.10/ km. 196/ euro macchina  58

Ritrovo2: Rovereto, parcheggio Rovereto Sud A22 ore 8.00 / km. 108 / euro macchina 32 

Ritrovo3: Piazzale Zuffo https://goo.gl/maps/XGCEnP9ZzCBckskB6 ore 7.30/ km. 170 / euro macchina  51

Parcheggio: San Pietro in Cariano, via L.V.Beethoven, 9 https://maps.app.goo.gl/BFNakD4pHZSVBgWY9 ore 8.45


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La chiesa vecchia di Cavalo









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