2026/06/27 Alpe di Siusi, al Rifugio Bolzano

 

Escursione 27 giugno 2026

Sudtirol, Alpe di Siusi, al Rifugio Bolzano

Ricordiamo che le indicazioni sui percorsi ( lunghezza, dislivello, tempistica) sono indicative e che potrebbero variare di molto anche da un dispositivo ad un altro. Si invita pertanto a considerare un certo lasso di sicurezza tra ciò che si legge nelle presentazioni e ciò che si ritrova sul territorio. Il conduttore si farà onere sempre di scegliere il percorso migliore contando anche sulla vostra pazienza e collaborazione.

Le informazioni qui fornite sono di natura generica e potrebbero non corrispondere in parte o in tutto a ciò che si troverà sul territorio. Sono comunque indicative. Sarà onere dell'Accompagnatore (in accordo con altro membro del Direttivo se presente) decidere tracciati e modalità di percorso in base a fattori oggettivi esaminati sul luogo ed al momento. Leggere comunque bene la pagina prima di decidere di aderire o meno all'escursione.

L'escursione si intende per tutto il giorno. Nessun vincolo da parte dei partecipanti di rientro per un certo orario. Significa: se qualcuno si prende impegni personali troppo presto la sera, non si può obbligare il gruppo a correre per soddisfare uno solo rischiando di mettere a rischio la sicurezza nella discesa da sentieri magari scoscesi.


Una delle mete più iconiche del Massiccio dello Sciliar

La nostra escursione inizia alla Lavina Bianca, un luogo che già nel nome porta con sé un’eco antica: “lavina” richiama le valanghe che un tempo scendevano dai pendii del massiccio dello Sciliar, mentre il bianco rimanda alle pareti calcaree che dominano l’orizzonte. Qui, nel silenzio del bosco, il sentiero si infila tra abeti rossi e larici, con il profumo di resina che accompagna i primi passi.

🥾 Il sentiero 2 è una delle vie storiche di accesso allo Sciliar. Anticamente era percorso da pastori e cacciatori, e in alcuni tratti conserva ancora l’atmosfera di un passaggio antico, scavato nel bosco e nella roccia. Man mano che si sale, la vegetazione si apre e lascia spazio a pendii erbosi e a scorci sempre più ampi sulla Valle Isarco e sulle cime dolomitiche circostanti. Il terreno diventa più ripido, ma la vista ripaga ogni sforzo.

🏔️ Tschafatsch Sattel (2070 m) – la porta dello Sciliar

Il Tschafatsch Sattel è un valico naturale che segna il passaggio dal mondo del bosco a quello dell’alta quota. Qui il paesaggio cambia improvvisamente: il terreno si fa più brullo, il vento più presente, e davanti a te si apre la grande conca sospesa che porta verso Malga Sessel. Questo punto è anche un crocevia storico: per secoli è stato utilizzato come passaggio tra le malghe estive e i pascoli più alti dello Sciliar.

🐄 Malga Sessel (1940 m) – un’oasi pastorale

Scendendo leggermente dal valico, raggiungi Malga Sessel, un luogo che sembra uscito da un racconto alpino. Le baite in legno, i pascoli aperti e il suono dei campanacci creano un’atmosfera sospesa nel tempo.

Questa malga è storicamente legata alla transumanza: per generazioni, le famiglie contadine della zona hanno portato qui le loro mandrie durante l’estate. Ancora oggi, l’area conserva un carattere autentico, lontano dai flussi turistici più intensi.

 🏰 Schlernhaus / Rifugio Bolzano (2457 m) – la “fortezza” dello Sciliar

L’ultimo tratto è il più spettacolare: un sentiero che sale deciso lungo i pendii calcarei dello Sciliar, mentre il panorama si apre a 360° sulle Dolomiti. La salita è fisica, ma la vista del Rifugio Bolzano, che appare come una fortezza di pietra incastonata sull’altopiano, dà nuova energia.

Lo Schlernhaus fu costruito nel 1885 dalla sezione di Bolzano del Deutscher und Österreichischer Alpenverein. La sua architettura massiccia, quasi militare, era pensata per resistere ai venti fortissimi che qui soffiano per gran parte dell’anno.

Una volta in cima, ti trovi su uno dei belvedere più iconici dell’intero arco dolomitico: a sud l’Alpe di Siusi, a ovest il Catinaccio, a nord le Odle e ad est il Sassolungo e il Sella.

Per il ritorno continuiamo sul sentiero n° 2 fino alla Tschafatsch Sattel e poi sul sentiero di salita, torniamo alla partenza.

Partenza: Parcheggio Bagni Lavina Bianca , ore 9.00

Dislivello: in salita 1350 m. in discesa m. 1350, altitudine max. 2457  e min.1200

Lunghezza percorso: circa 12,7 km.

Durata: 7,00 ore totali, solo cammino

Difficoltà: E/MD con tratti esposti quindi l’assenza di vertigini è essenziale.

Costi a carico del partecipante: 

Tessera sociale (se non presente) o quota escursione, costo carburante. Eventuali pasti e bevande, eventuali ingressi ove compresi nell’offerta dell’escursione

Attrezzatura: scarpe da trekking con buone suole, giacca, pile, berretto, (vestirsi a strati con indumenti caldi e facili da mettere e togliere), crema solare, abbigliamento idoneo in caso di  pioggia, pranzo al sacco, borraccia da litro. Indumenti di ricambio.

Note: Percorso prettamente estivo da affrontare con preparazione visto il dislivello impegnativo

Ritrovo Pergine Valsugana-Stazione:https://maps.app.goo.gl/fq3eJFkzRPKhNGT27ore 6,45 / km. 183 / euro per macchina 54

Ritrovo: Piazzale Zuffo: https://goo.gl/maps/fQPc43Z8BXs6AF3L8ore 7,00/ km.164 / euro macchina 48

Parcheggio: https://maps.app.goo.gl/JCq5GSNuNwCNHcF37  ore 8.45

ISCRIZIONE QUI

METEOhttps://www.3bmeteo.com/meteo/alpe+di+siusi