2026/03/07 Borgo Valsugana, il sentiero dei castelli

Escursione invernale 07 marzo 2026

Borgo Valsugana, il sentiero dei castelli


Ricordiamo che le indicazioni sui percorsi ( lunghezza, dislivello, tempistica) sono indicative e che potrebbero variare di molto anche da un dispositivo ad un altro. Si invita pertanto a considerare un certo lasso di sicurezza tra ciò che si legge nelle presentazioni e ciò che si ritrova sul territorio. Il conduttore si farà onere sempre di scegliere il percorso migliore contando anche sulla vostra pazienza e collaborazione.

Le informazioni qui fornite sono di natura generica e potrebbero non corrispondere in parte o in tutto a ciò che si troverà sul territorio. Sono comunque indicative. Sarà onere dell'Accompagnatore (in accordo con altro membro del Direttivo se presente) decidere tracciati e modalità di percorso in base a fattori oggettivi esaminati sul luogo ed al momento. Leggere comunque bene la pagina prima di decidere di aderire o meno all'escursione.

L'escursione si intende per tutto il giorno. Nessun vincolo da parte dei partecipanti di rientro per un certo orario. Significa: se qualcuno si prende impegni personali troppo presto la sera, non si può obbligare il gruppo a correre per soddisfare uno solo rischiando di mettere a rischio la sicurezza nella discesa da sentieri magari scoscesi.




Nei dintorni di Borgo Valsugana si possono trovare sia castelli visitabili che suggestive rovine, spesso collegate da percorsi escursionistici come il "Sentiero dei Castelli", tra storia e vigneti.

Lasciata l'auto al parcheggio cimiteriale, ci beviamo il caffè di rito e proseguiamo a sinistra su Corso Ausugum. Troviamo poco più avanti le indicazioni per il "Sentiero dei Bersaglieri" (segnavia SAT). La salita è costante ma ben tenuta e ci porta rapidamente in quota sopra il centro abitato. In circa 15-20 minuti raggiungeremo le mura di Castel Telvana. Poiché è una residenza privata, potremo ammirare solo dall'esterno l'imponente torre quadrata e il cammino di ronda. Da qui proseguiamo lungo la strada forestale che taglia le pendici del Monte di Telve in direzione est/nord-est. Proseguendo sul sentiero pianeggiante tra i boschi, raggiungeremo i ruderi di Castellalto. Qui i resti sono più selvaggi e suggestivi: potremo esplorare liberamente ciò che resta delle antiche mura immerse nella vegetazione prima di ridiscendere leggermente verso l'abitato di Telve di Sopra, per una interessante via Crucis (percorsa al contrario). Dalle vicinanze di Castellalto, seguiamo le indicazioni per il colle di Castel San Pietro. Una breve rampa finale ci porterà ai ruderi della torre e della chiesetta. È il punto panoramico migliore del tour, con una visuale a 360° sulla valle e sulla catena del Lagorai. Scendiamo dal colle verso il centro di Telve. Per il pranzo, il punto di riferimento è il Ristorante Indiano "Al Noce" (situato in via Canonica/Piazza Maggiore). È molto conosciuto in zona per l'ottimo rapporto qualità-prezzo e la varietà di piatti speziati. Dopo pranzo, scendiamo verso la parte bassa del paese seguendo le scorciatoie pedonali fino a intercettare la Ciclabile della Valsugana e la imbocchiamo in direzione Bassano/Borgo. Torniamo quindi al parcheggio di partenza, speriamo in pace con i nostri occhi.

Partenza: Borgo Valsugana, parcheggio dietro il cimitero ore 9.00

Dislivello: in salita 540 m. in discesa 540 m. , altitudine max.876  e min.378

Lunghezza percorso: circa km.10,7

Durata: ore 3,40 solo cammino

Difficoltà: E/F

Parcheggio:Parcheggio cimiteri, SP109 Borgo Valsugana https://maps.app.goo.gl/9Dabnps8QWGMt3xv6 ore 8.45

Caffè del mattino: Cream caffè, Corso Vicenza 10, a pochi minuti dalla partenza https://maps.app.goo.gl/aLWFo789kAr15d5v6

Attrezzatura consigliata: Bastoncini, ramponcini (da tenere nello zaino per ogni evenienza con le ghette), scarponi da trekking, abbigliamento adeguato alla stagione e all’altitudine, antipioggia ed antivento. Pranzo al sacco o al Ristorante Baraonda https://maps.app.goo.gl/Z9tAi34sugyxDFUA9 Loc. Nale, 3

Punti d'appoggio: Bar e negozi a Borgo Valsugana, bar a Telve e Ristorante Baraonda

Conduttore: Menestrina Enrico 370 343 19 18

Iscrizione: entro le 18 del giorno precedente entrando nel gruppo Whatsapp dedicato

Costi a carico del partecipante: Tessera sociale (se non presente) o quota escursione pari a 11 euro. Eventuali pasti e bevande, eventuali ingressi o tragitti con impianti o mezzi ove compresi nell’offerta dell’escursione.

Note:

Ritrovo1 : Pergine Valsugana-Stazione: https://maps.app.goo.gl/RSbVHAdvtpATgcrj7 ore 8,15 / km. 52/ euro macchina 15

Ritrovo2: Piazzale Zuffo https://goo.gl/maps/XGCEnP9ZzCBckskB6 ore 7,55 / km. 82 / euro macchina 24

Ritrovo3: Parcheggio Stadio Quercia https://maps.app.goo.gl/St3obMfAQFQSAsWC8 ore 7,30 / km. 132 / euro macchina 39

ISCRIVITI QUI

I Castelli che visiteremo in giornata

Di Castellalto a Telve oggi rimangono solo i ruderi, tuttavia la sua posizione strategica ha avuto un ruolo fondamentale nel passato. Sebbene il castello, o meglio, ciò che ne rimane, non è visitabile, raggiungere i ruderi e godersi la vista può essere la mèta di una facile gita in mezzo al bosco.

Quando si attraversa in macchina la Valsugana, all’altezza di Borgo, guardando verso nord, si vedono i ruderi di un castello. E’ impossibile non notare l’alta torre e le possenti mura. O meglio, ciò che ne rimane oggi. Il castello si trova sopra Telve, immerso nel bosco. E, anticamente si affacciava ad un altro castello ormai scomparso che sovrastava il dosso sopra Telve di Sopra. Edificato sulle pendici meridionali del Monte Musiera, Castellalto risale al XII secolo e si trova sopra l’abitato di Telve Valsugana. Quindi la prima opzione è quella di salire al castello proprio da Telve. Imboccando la Strada Provinciale 31, quella che porta a Passo Manghen, si dovrà lasciare la macchina al primo parcheggio proprio sotto il cartello informativo. Sulla destra si imboccherà il sentiero da Maso Belvedere che indica al castello e dopo pochi metri si dovrà prestare attenzione a deviare a destra sul sentiero. Attualmente segnalato con cartelli di Lavori in Corso. Il sentiero è quello più ripido, ma anche diretto. Inoltre è quello più antico. Peccato che non venga fatta alcuna manutenzione. A metà salita tuttavia si troverà una datata bacheca che illustra una chicca. Ossia un sasso molto particolare. Il suo nome Sas de la sècia è dovuto ad un fatto particolare narrato in una leggenda. Pare infatti che proprio su quel masso si fosse posato per riposare un contadino che stava portando il vino della decima al signorotto del castello. Costui vedendolo lo accusò di voler imbrogliare il suo signore. Così il povero sventurato avrebbe chiesto clemenza dicendo che se i secchi fossero rimasti incastrati nella roccia sarebbe stato segno della sua buonafede, viceversa si sarebbe sottoposto a giusta punizione. Ovviamente i secchi rimasero incastonati nella roccia, così come testimoniano tutt’oggi quelle incisioni  perfettamente circolari nel sasso. E il signorotto dovette rinunciare così alla sua decima. Salendo ancora si arriverà al castello.

Fondato nel XII secolo, Castellalto nel 1600 viene ricordato come “uno tra i più grandi e ricchi castelli della Valsugana, coprendo 2.450 metri quadri di perimetro. Purtroppo oggi rimangono solo pochi resti e tutta l’area è pericolante. Infatti l’interno non è visitabile. Tuttavia si intravedono magnifici archi su colonne e fino a poco tempo fa si poteva anche ammirare le tracce di un antico affresco medievale sulla parte di quella che probabilmente era la cappella del castello, oggi purtroppo gravemente danneggiata.

Come si diceva il castello venne fondato da un ramo dei signori di Telve, feudatari del Vescovo di Feltre, siti a Castel Arnana a Telve. Castello di cui oggi non rimane quasi nulla in località Castelletto. Assieme a Castellalto i Signori di Castel Arnana fondarono anche Castel Pietro sul colle di Torcegno. Castello di cui rimangono solo ruderi e sito in cima al monte Ciolino sopra Torcegno. Alternativamente i tre rami della famiglia governavano la giurisdizione. Con il tempo i tre rami della famiglia si estinsero e i castelli passarono ad altri proprietari. L’ultimo dei Telve fu Francesco Castellalto, colonnello imperiale. Dopo la sua morte avvenuta nel 1555, il Castellalto passò ai Trautmannsdorf che lo vendettero nel 1635 a Claudia de’ Medici, arciduchessa d’Austria e contessa del Tirolo. Nel 1652 il castello venne dato in pegno ai fratelli Zambelli di Bassano. In seguito nel 1674 passò ai Buffa che furono elevati al rango nobiliare di baroni e condividevano l’amministrazione della giurisdizione con i conti Giovannelli di Castel Telvana. Il castello subì pesanti danneggiamenti a causa dei bombardamenti della prima guerra mondiale. Tuttavia fino ad oltre il 1.500 il castello visse un periodo di grande ricchezza. Testimoniato dai vari ritrovamenti fatti in loco, fra cui preziose ceramiche, arredi e oggetti di uso comune, nonchè monete.Tanto potere e tanta ricchezza del castello si accompagna ad una fama oscura fatta di sopprusi e angherie da parte dei signorotti verso i propri sudditi. Rimane infatti memoria, attraverso le leggende, di quanto malvagio fosse il conte di Castellalto. Si narra dei tributi che il castello pretendeva dai contadini. Ogni anno una parte dei raccolti era dovuta al signore di Castellalto. Tanto che quando i raccolti erano magri i contadini erano ridotti alla fame dovendo riempire comunque i depositi del castello e le armenti sopravvissute alla carestia. Si narra che poteva succedere che salendo per la ripida salita al castello i contadini sentissero i lamenti e le lugubri cantilene dei fantasmi dei contadini morti di stenti. Le anime tormentate ammonivano i poveri oppressi a smarcarsi dai tributi per non seguire l’amara sorte. Tutt’oggi nelle notti di luna piena a fine stagione gli anziani di Telve raccontano che salendo al castello si potrebbero sentire fra le fronde degli alberi mosse dal vento queste tristi cantilene di sventura e monito. Ed ascoltando attentamente c’è chi giura di aver sentito le anime dei contadini arrogarsi la soddisfazione di vedere il castello in rovina.

Pare poi che altri oscuri segreti siano celati fra le rovine di Castellalto. Non solo le leggende parlano del diritto di prima notte da parte dei castellani nei confronti delle giovani fanciulle del feudo, ma si narra anche di gallerie scavate nella montagna. Vere e proprie vie di fuga in caso di assedio oppure semplicemente cunicli da usare per spiare non visti i propri sudditi. Si narra di un cunicolo che collegava il castello con il sottostante Castel Arnana che sarebbe stato scavato sotto il Rio Nana. Un altra galleria invece avrebbe collegato Palazzo Buffa a Borgo Valsugana. Ed un altro ancora Castel San Pietro a Torcegno. Pare, secondo tali leggende che nei cunicoli tutt’oggi sono celati preziosi tesori, nascosti lì dai castellani. 






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